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va3e8920 Dott.ssa Rosanna Pizzo consulente relazionale (counselor), esperto dell'ascolto e della comunicazione e del processo di aiuto alla coppia, alla famiglia, al singolo e all'adolescente.

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Le persone si lasciano convincere più facilmente dalle ragioni che esse stesse hanno scoperto piuttosto che da quelle scaturite dalla mente di altri.

Blaise Pascal

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Neo-realismo-panrealismo o ermeneutica e pensiero debole: un equivoco di ordine logico ed epistemologico

Ho seguito, la querelle iniziata con il Manifesto del New Realism di Maurizio Ferraris apparso su Repubblica dell’8 agosto 2011, proseguito poi con gli interventi di Vattimo, Umberto Eco, di altri e di Emanuele Severino nel Corriere della Sera .

Premesso che la mia risposta sarà quella di un counselor  sistemico-costruzionista, quindi, all’interno delle lenti colorate della mia epistemologia con la e minuscola, (G. Bateson,) sinceramente questo manifesto pan-realista ha immediatamente evocato in me la metafora coniata da G F. Hegel nei confronti dell’Assoluto indistinto di Schelling,  amorfo, disarticolato, paragonato “alla notte in cui tutte le vacche sono nere”: uno sguardo, che non vede le differenze, che non ha attraversato la complessità,  le contraddizioni e, perché no, i paradossi, i doppi vincoli, le tesi falsificabiliste che scandiscono il nostro essere al mondo.

Mi chiedo a quale realtà si riferisca Maurizio Ferraris, considerati gli esempi che porta. Infatti, quando Egli connota come spregiudicata la gestione  politica del  presidente  Bush, diretta solo a fini di potere, credo che ciò faccia parte di contingenze storiche, di rappresentazioni comunque della cosiddetta realtà umana, sempre cangiante, immersa  e sommersa, dal e nell’ “Ordine del discorso” di foucaultiana memoria.  

Come dice H. G. Gadamer, rispetto all’uomo “la sua storicità fa sì che egli interpreti gli eventi nell’orizzonte proprio, tracciato dalla sua appartenenza ad una tradizione e quindi all’interno dei suoi pre – giudizi, ”che sono molto più che i suoi giudizi, sono la realtà storica del suo essere”. Essi indicano solo la mappa cognitiva, lungo la quale si declina la nostra apertura al mondo, ineliminabile, al di là di ogni ragionevole dubbio.

Semmai il problema (e qui concordo con Umberta Telfner) sta nel connotare  le differenze in termini di o / o e non  di e / e.

 L’uomo è parte del mondo storico sociale e quindi la comprensione di questo mondo che si realizza nelle Scienze dello Spirito, richiede procedimenti propri, diversi dai metodi delle Scienze naturali che pongono differenze radicali tra soggetto e oggetto del conoscere, definizioni discrete quindi, quantizzabili, di tipo causalistico –  lineare.

Qui mi riallaccio all’esempio riportato da Maurizio Ferraris, a proposito della relazione tra medico e paziente, in cui Egli dice che il secondo vuole chiarezza sul suo corpo (inteso come organismo corpo-oggetto della Scienza?)

Verosimilmente il  paziente  aspetta  risposte su di sé, come persona, il cui “accadere temporale” si declina come un processo che va compreso in termini psicologici e non come un insieme di sintomi che vanno spiegati a partire da un quadro di riferimento esterno, come avviene nelle scienze naturali.

 L’equivoco, alla fine, nasce dal rifiuto di una visione binoculare del  mondo e dei suoi multiversi, il cui fondamento di senso è dato dall’idea che “siamo parte danzante di una danza di parti interagenti.” (G. Bateson)

Allora l’approccio neo-realista non esclude  quello post moderno, anzi,  essi si intrecciano e si embricano in quel necessario approccio bio – psico - sociale verso cui si è da tempo orientati  nei contesti di cura, allorquando si è compreso (riappacificando le due epistemologie, come dice Maurizio Ceccarelli) che la mente non può essere ridotta al suo substrato materiale – il cervello –  né al suo substrato socioculturale e quindi vederne solo un mero riflesso nelle relative alterazioni.

Concludendo, l’Io insalvabile di Ernst Mach muore e rinasce incessantemente, è inattingibile, condannato, come l’acqua di un fiume,  ad un eterno  fluire esistenziale, che scorrendo impedisce  l’approdo ad una  identità fissa immutabile, reale, come il mondo che abita e per questo “la verità è l’invenzione di un bugiardo”.(Heinz von Foerster)

Questo contributo insieme a quello di altri è stato pubblicato nel sito www.aiems.eu

 

 Il  soggetto umano è parte del mondo storico sociale e QueQQuesto quindi la comprensione di questo mondo che  si realizza nelle Scienze dello spirito, richiede