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va3e8920 Dott.ssa Rosanna Pizzo consulente relazionale (counselor), esperto dell'ascolto e della comunicazione e del processo di aiuto alla coppia, alla famiglia, al singolo e all'adolescente.

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Le persone si lasciano convincere più facilmente dalle ragioni che esse stesse hanno scoperto piuttosto che da quelle scaturite dalla mente di altri.

Blaise Pascal

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Counseling (consulenza)in Italia: alcune precisazioni per una condivisione di senso PDF Stampa E-mail

 

La lingua d'uso, com'è noto, riflette le scelte personali ed idiosincratiche di una comunità linguistica, in quanto si riferisce all'atto comunicativo considerato nel suo contesto sociale e all'interno delle regole che ne disciplinano l'uso in una comunità specifica, rendendo chiara la condivisione di senso tra i parlanti

Come affermano Berger e Lukmann, di cui si riporta testualmente il pensiero...

Le oggettivazioni comuni della vita quotidiana si mantengono prima di tutto grazie alle significazioni linguistiche. La vita quotidiana è soprattutto vita con e per mezzo del linguaggio che condivido con il mio prossimo. Una comprensione del linguaggio è quindi essenziale per ogni comprensione della realtà della vita quotidiana1.

La locuzione counseling, è stata importata in Italia, senza essere tradotta, come invece è avvenuto in altri paesi europei, per cui l'utilizzazione nella nostra lingua, crea non poche difficoltà, al momento che se ne vuole fornire una significazione chiara ed esaustiva, considerato, come ho già detto, negli articoli precedenti, che nei paesi anglosassoni, dove è sorto, il counseling ha un contesto professionale strutturato in maniera diversa, pur mantenendo delle similarità con il Nostro.

In Inghilterra e in Irlanda, i counselor fanno parte, insieme agli psicoterapeuti, di un' unica associazione, la BACP (British Association for counseling and Psycoterapy che conta 6000 membri e la IACP che conta 2500 associati).

In Germania i counselors appartengono insieme ai coaches e ai supervisori alla professione di "heilpraktiker fur Psicoterapie, che significa pratica di terapia orientata al benessere , quindi fondata non su modelli di patologia, ma di salutogenesi.

In Austria il counseling è regolamentato dalla legge federale , per la quale esiste un albo professionale al quale sono iscritti i cosiddetti Lebensberater (termine austriaco per counselor) che significa consigliere di vita, di esistenza.

In Svizzera il counseling o "Psicologische Beratung, che significa "consigliere psicologico" viene gestita dalla FSP e dalle leggi cantonali, però sembra che i counselor si separeranno dalla federazione degli psicologi.

Alla luce di quanto detto, proviamo, di detta locuzione, a farne una traduzione in modo da renderla comprensibile nella nostra lingua d'uso e così funzionale ad una condivisione di senso.

La locuzione counseling, potrebbe essere tradotta in italiano con consulenza? Ritengo di si, perché la nominalizzazione in questione intuitivamente mantiene con la prima, una forte assonanza linguistica, per cui ad essa si potrebbe assimilare per analogia, con alcuni chiarimenti per non tradire l' orizzonte di senso, che caratterizza e struttura il setting, della relazione di aiuto. Vediamone di seguito perché.

Uno dei contenuti fondativi del counseling rispetto alla consulenza è che nel primo caso la relazione si svolge con un esperto in possesso di una peculiare capacità relazionale (facilitatore della comunicazione) ed è finalizzata alla ricerca di una strategia per co-costruire con il cliente scelte atte a migliorarne la qualità della vita ed aiutarlo a superare le crisi.

Nel secondo caso la relazione è asimmetrica (non necessariamente deve essere caratterizzata dalle particolari capacità relazionali del consulente) e consiste, infatti, nel suggerire (il counselor non deve suggerire nulla in alcun modo, deve solo aiutare il cliente a trovare, attraverso le sue personali risorse, le strategie per) azioni specifiche per la soluzione di altrettanto specifici problemi (consulenza legale, consulenza commerciale,consulenza fiscale eccetera).

 

Il Setting del Counseling e i Consules:alcune connessioni

 

 

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Ritornando al primo caso caso viceversa, quello di nostro interesse, la locuzione consulenza ,solo se accompagnata dal contrassegno del modo relazionale (lo stesso dicasi per altri tipi di approccio) del suo approccio, si ritiene possa essere utilizzata, per comodità comunicativa (pur affiancandola al significante counseling), quindi ai fini di una più adeguata condivisione di senso nella nostra lingua d'uso.

Il tutto nel pieno rispetto della cornice di significato cui rinvia la stessa pertinenza etimologico-filologica delle sue origini, come vedremo, attraverso la sintesi, che qui riporterò, del bell'articolo, (perché esteticamente coinvolgente) del prof. Felice Perussia, Cum Sol: Immagini del counselor2.

Come diceva il filologo classico Maurizio Bettini3, l'etimologia di una parola, non è altro che la sua narrazione, uno specchio attraverso cui possiamo scoprire scenari nuovi e inattesi, che l'uso logorato della quotidianità ha reso obsoleti.

Ed è proprio in tal senso, che ho voluto riportare il racconto delle lunghe e complesse declinazioni che dai consules romani hanno portato al counselor, narrate dal prof Perussia , a mio avviso con grande efficacia rappresentativa (come sempre d'altro canto risulta essere il linguaggio della metafora, che arriva direttamente all'emisfero destro, quello psicotico...per intenderci,..quello delle ragioni del cuore) del genere di relazione professionale di cui stiamo parlando.

Il professor Felice Perussia fa risalire la locuzione in questione, al termine latino consul, il cui agire si determina attraverso il verbo consulo – consultum- consulere, che vuol dire deliberare

Ma osserva il Nostro, consul esiste, soprattutto al plurale, consules. Originariamente, infatti, non c'era un singolo consul, ma solo una coppia rappresentata da due consules, la cui istituzione nasce a Roma con la fondazione della Repubblica, dopo la cacciata del settimo ed ultimo re etrusco di Roma, Tarquinio il superbo. La coppia consolare, che deve essere matura (sopra i quarant'anni) dura in carica un anno, viene eletta dal popolo a partire dal 509 a.C. solo tra patrizi prima e dal 365 anche tra i plebei.

L'excursus continua, con l'enunciazione etimologica, che fa risalire consul alla voce consol, che a sua volta deriva da con-sol (poi cum -sol).

Traducendo, si darà luogo alla preposizione italiana con e al termine sul (suolo, terreno ma anche sol, solus e solum) che dà l'idea dei due consoli che camminano insieme su un terreno comune ed esercitano un potere che si riferisce alla stessa terra.

Inoltre da consul deriva il verbo consolor - consolari che significa con-solare, con-fortare, ma anche consulto - consultare è forma frequente di consulo - consulere che significa consultare, ponderare, deliberare ma anche avere cura.

Una straordinaria ricchezza linguistico- simbolica, alla cui luce osserva il prof Perussia, si può anche immaginare di poter connettere l'idea del consul a quella di cum solus, vale a dire, attraverso un immagine icastica quanto fascinosa, di grande valore metaforico, anche se non filologicamente corretto, di rappresentarsi lui, il consul, solo nella decisione, nella vita e contestualmente con qualcuno e cioè il suo doppio, visto che due persone diverse, a parte la coppia consolare, non possono insistere sullo stesso luogo: si rammenta che solus -solo, unico e solum - suolo, la parte più bassa di ogni cosa, derivano entrambe da sol.

Ancora su questa scia, di connessioni di embricazioni simboliche al consul, arriviamo alla consultatio e cioè alla consultazione, al consultum che è la decisione, la determinazione, il responso dell'oracolo e poi ancora al consultor , decisore, consigliere, consulente che è il participio presente di consul-ere oppure anche del verbo consolare -consolans. Tutte queste espressioni si riconnettono al consul .

Il consolato latino sembra sia stata forse l'unica magistratura a gerarchia simmetrica, dove ciascuno dei due consoli era titolare a pieno titolo del potere, fatta salva la facoltà del suo gemello di porvi il veto.

La coppia consolare rappresentava la personificazione, del concetto di consultazione con il proprio doppio, che rinvia a quel principio di autorevolezza che si lega al confronto e alla collaborazione, che fu tipica del mondo greco. L'immagine che scaturisce da queste intrecci semantico-simbolici è quella di un console che da forza al suo doppio nel senso che lo conforta mentre lo consola o mentre consola insieme a lui.

Infine il professor Perussia, in questa parte del lungo articolo, che ho riportato, riferisce che il termine counselor citato nella versione Maior dell'Oxford English Dictionnary, è presente nella lingua inglese sin dal tredicesimo secolo con il significato di consigliere (advisor) delle persone, e in particolare del re, rispetto a vari problemi.

Quanto detto, precisa il prof. Perussia ,per sottolineare come la connessione al consul del counselor testualmente sia concettualmente molto efficace (oltre che storicamente esatta) per evocare le caratteristiche del moderno consulente personale.

Un' idea di simmetria e di parità, conclude il prof. Perussia che si attaglia a chi si propone come counselor alla persona .Tutto ciò detto, attraverso un articolato intreccio storico filologico di connessioni, omologie, abduzioni, muovendo dalla storia delle origini, rintracciate, in un archetipo del prendersi cura dell'altro, tramite il conforto, la collaborazione, il confronto.

Una conversazione “a due voci” volta a co-costruire nuovi significati nell'interazione intersoggettiva attraverso il linguaggio, di sempre nuove narrazioni.

Siamo alla concezione sistemico-costruzionista, che è quella agita da questo setting professionale che si muove tra costruzione individuale cioè attribuzione di significati a sé e agli altri anche negli aspetti pragmatici, che riguardano le azioni, e co-costruzioni attraverso processi di negoziazione, scambi linguistici, narrazioni.

Alla fine, questa immagine dei due consules non evoca con grande potere immaginifico il setting del counselor nel suo farsi all'interno della relazione d'aiuto?

Come tutte le locuzioni ad alto contenuto simbolico, mi sembra che la locuzione counselor presenti un' eccedenza di senso che potrebbe dare luogo ad altre significazioni per co-costruire, per questo professionista, una più adeguata regolamentazione sia a livello linguistico, che istituzionale, visto che in Italia vive ancora con l'amletico dubbio essere o non essere?

1 Berger, P L. e Luckmann, T, La costruzione sociale della realtà, Bologna, Il Mulino.

2 Pubblicato nel "Giornale di Psicologia n. 1, 2007

3 Le orecchie di Hermes, Einaudi, 2000.